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Analisi Inter-Torino: posizionamento difensivo

Recentemente ho scritto alcuni articoli sulla fase difensiva in generale e sulla Presa di Posizione. Concentrato su questo aspetto, guardando la partita Inter-Torino, la mia attenzione è stata cattura da un episodio, ovvero quello che ha portato all’ammonizione dell’esterno destro granata, Singo, per un fallo su Young. Massimo Gobbi, ex terzino di Serie A, in telecronaca, ha commentato dicendo che il giovane ivoriano era posizionato male con il corpo sul lancio lungo di Vidal.

Riguardando i fermo immagine, si nota che Singo prende una posizione tale per cui “guarda” il campo, lasciandosi Young alle spalle sull’esterno. Orientato così, sul viaggio della palla, Singo guarda solo la palla senza mai prendere informazione sulla posizione dell’esterno inglese ed in questo modo prova a stoppare il pallone con un allungo rischioso, accomodandola, al contrario, all’interista: successivamente lo atterra commettendo fallo, per non spianargli la via della rete.

Riflettendo quindi su questa azione, mi sono sorte alcune domande:

  • È sempre sbagliato il posizionamento del terzino del Torino?
  • Il fatto che sia posizionato bene o male, deriva dalla teoria o ci sono alcuni fattori quali il posizionamento degli avversari e/o dei compagni e, quindi, dal momento e dagli aspetti contingenti?
  • Le caratteristiche fisiche ed emotive dei vari giocatori possono influire sulla postura e sulle scelte?

Provando a rispondere alla prima domanda che mi sono posto, direi che il posizionamento del corpo di Singo, in questo caso, è sicuramente sbagliato. Osservando l’immagine e avendo visto tutta la partita, penso che le indicazioni tattiche del Torino richiedessero ai due esterni a tutta fascia un 1vs1 con gli opposti interisti. Pertanto Singo è in marcatura su Young: la linea immaginaria che conduce dal pallone alla linea di fondo è più interna rispetto alla linea immaginaria che conduce dall’attaccante (Young) alla linea di fondo, quindi Singo deve lavorare su linee d’anticipo e linee di difesa della porta. La sua posizione in campo è corretta, ma il suo posizionamento del corpo no, in quanto dovrebbe vedere palla e avversario, mentre in questo caso lui vede palla e porta, ma non l’avversario.

Per quanto riguarda il secondo quesito penso che ci possano essere aspetti contingenti che potrebbero far cambiare, se non del tutto, almeno in parte, la percezione di quello che succede in campo e, dunque il posizionamento del terzino del Torino. Ciò riguarda le indicazioni tattiche collettive della propria squadra: solitamente il Torino gioca con 4 difensori, mentre per questa partita si è posizionato a 5. Fortunatamente per me, questa azione ha portato all’ammonizione e quindi ho a disposizione un ottimo replay dall’alto per osservare il posizionamento degli altri difensori. In una circostanza “teorica” i difensori del Torino andrebbero a lavorare con una linea di 5 contro 4 attaccanti dell’Inter, quindi con una superiorità numerica di almeno un giocatore: questo permette di eseguire marcature a uomo e lavorare sugli 1vs1, dal momento che c’è sempre un giocatore in copertura. In questo caso, addirittura, la superiorità è di 2 giocatori, perché Lukaku non ha attaccato la linea, ma si è fermato a rifiatare. Come si può ben vedere, però, la linea è statica e abbastanza pigra: infatti solo i due giocatori in marcatura scappano, mentre gli altri rimangono alti. Al di là di questo errore generale, mi chiedo: se il Torino avesse giocato a 4 come fa di solito, il posizionamento di Singo sarebbe stato corretto? Secondo me potrebbe esserlo. Ecco perché: giocando a 4, contro 4 attaccanti interisti, la consegna, penso, non sarebbe più stata quella di giocarsi il duello (e quindi andare in marcatura) ma lavorare di reparto e scappare compatti non concedendo la profondità e utilizzare una tattica di controllo, cautela e limitazione del rischio. I giocatori quindi avrebbero preso tutti delle posture interne rispetto alla linea tra palla e porta e avrebbero agito collettivamente e non in marcatura. Alla seconda domanda, quindi, risponderei: a livello teorico, Singo è posizionato male, ma questo può dipendere dalla tattica collettiva. Qui il terzino lavora su una marcatura, un 1vs1, un principio di tattica individuale perché avendo una superiorità numerica questo è richiesto; tuttavia, se la squadra giocasse con una tattica differente e collettiva (cautela e limitazione del rischio) la sua postura non sarebbe così scorretta, sbagliato sarebbe solo l’eventuale tentativo di intercettare il pallone.

Infine la terza domanda: il fatto che il giovane ivoriano avesse per tutta la partita surclassato fisicamente l’esperto inglese, può aver influito sul suo posizionamento in questa azione? Bisognerebbe chiederlo a lui ovviamente, ma per me sì. L’aspetto emotivo conta tantissimo nel calcio, ed il fatto di essere stato così dominante fisicamente, potrebbe aver in questo caso pesato: la palla è lunga, Singo non dovrebbe provare a stopparla, i rischi superano i benefici – uno stop corretto lo avrebbe comunque visto messo in una posizione rischiosa, fronte alla sua porta, con una palla probabilmente rimbalzante e due avversari non lontani pronti ad attaccarlo.

In conclusione ritengo che Presa di Posizione, Marcatura ed in generale tutti gli aspetti tattici difensivi vanno, a mio parere, sempre contestualizzati rispetto a ciò che succede in campo – indicazioni tattiche, fattori ambientali ed emotivi, comportamento degli avversari, aspetti percettivi – per essere analizzati e capiti.

Andrea Rigatuso

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