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Analisi Sassuolo-Inter: il ruolo della mezzala e il centrocampista Box-to-box

L’importanza della mezzala: il ruolo di Gagliardini in Sassuolo-Inter

Tra i tanti spunti interessanti di Sassuolo-Inter, un episodio in particolare ha attirato la mia attenzione: l’azione del centrocampista italiano Roberto Gagliardini, autore del terzo ed ultimo gol del match. 

L’azione in questione è stata molto bella, essendo partita cento metri lontano dalla porta avversaria, con un recupero palla dentro la propria area di rigore da parte di Barella. In questa situazione c’è stato il primo dettaglio che ha catturato la mia attenzione:

Barella ha fatto uno scambio attraverso un uno-due rischioso, davanti alla propria area, con Gagliardini. L’azione poi si è sviluppata in profondità e in ampiezza, da sinistra a destra, con l’apertura di Vidal per Darmian. L’esterno italiano anziché crossare in mezzo ha trovato appena dentro l’area proprio Gagliardini, che dopo un buon controllo ha concluso in porta con un pregevole destro al volo.

Dopo alcune prestazioni, a mio avviso, opache, i centrocampisti dell’Inter sono tornati ad offrire una prestazione di alto livello. Seppur senza un regista vero e proprio, con l’1-3-5-2 le mezzali a disposizione di Conte hanno dato il loro meglio.

La mezzala è sicuramente uno dei ruoli più interessanti del calcio moderno: detta anche «interno di centrocampo», fornisce il proprio apporto sia in fase d’interdizione che di spinta. Questi centrocampisti assistono le punte, tramite incursioni e inserimenti in zona offensiva, e proteggono la difesa con uscite laterali o scalate centrali. Quello della mezzala è un ruolo storico, riscoperto dopo il superamento del centrocampo a quattro: nei moduli più datati (come la piramide) l’interno ricopriva un ruolo prettamente d’attacco, giocando tra un’ala e il centravanti nel quintetto avanzato. Il ruolo della mezzala viene interpretato in maniera diversa in base alle caratteristiche fisiche e tecniche del giocatore che occupa tale posizione.

Rimanendo sulla partita Sassuolo-Inter, le due mezzali erano Vidal e Gagliardini. Mentre il primo fa della dinamicità e dell’aggressività i suoi punti forti, Gagliardini ha fisicità e capacità di posizionamento, mentre, magari, pecca un po’ nella qualità tecnica e nella visione di gioco. Tuttavia, nel gol analizzato, il centrocampista italiano ha mostrato qualità da vero centrocampista box-to-box, tanto caro al calcio inglese, ma diventato molto comune nel calcio moderno internazionale.

Il centrocampista box-to-box è una mezzala di inserimento, un giocatore con grande capacità organica, in grado di inserirsi in area di rigore avversaria per creare superiorità, colpire di testa, aggredire i cross, ricevere sponde e concludere in porta. La maggiore qualità di questa mezzala è la sua corsa e forza nell’inserimento, la pericolosità in area e la capacità di raddoppiare i compagni. Questo tipo di centrocampista, però, è determinante anche in fase di non possesso: dotato di un fisico importante aiuta i difensori sui lanci lunghi avversari, recuperando le seconde palle, facendo da diga, sapendo uscire sull’esterno a chiudere o mantenendo una posizione più interna, nei, cosiddetti, half spaces. Il contrappasso di questa mezzala è nella fase di impostazione, spesso non garantisce né qualità tecniche di altissimo livello per un palleggio basso prolungato né smarcamenti rapidi ed efficaci.

Per un centrocampista box-to-box, riuscire ad abbinare passaggi qualitativi e smarcamenti efficaci per contribuire al palleggio della squadra, diventa fondamentale per fare il salto di qualità.

Esercizio 1

Attivazione tecnica ritmica. La palla parte dal giocatore centrale, il quale allarga a destra o sinistra. A questo punto entra il giocatore più avanzato (idealmente la nostra mezzala) che scarica per poi attaccare la profondità quando il vertice basso allarga dalla parte opposta. L’esterno che riceve serve il giocatore che è andato in profondità per poi concludere nella porticina. Si scala seguendo l’ordine vertice basso-primo esterno-vertice alto, mentre il secondo esterno rimane in posizione. Si alterna una partenza a destra e una sinistra.

Esercizio 2

In questa seconda attività si simula un giro palla che coinvolge tre (o quattro) difensori, di cui un terzino destro e un terzino sinistro che giocano sull’out esterno, e tre centrocampisti, di cui un regista vincolato all’interno di un quadrato centrale e due mezzali. Si gioca un giro palla semplice, finché il regista non esce dalla sua zona, liberandola. A questo punto una delle due mezzali entra e deve ricevere già orientato per giocare in avanti sull’altra mezzala. I due terzini quindi attaccano sulla fascia, uno dei due viene servito per andare al cross. La mezzala che ha fatto partire l’azione sostituendosi al regista si deve inserire in area per concludere l’azione.

Andrea Rigatuso

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