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Atteggiamento difensivo: proposte alternative Pt.1

La maggior parte delle attività svolte sui campi di calcio dilettantistici nelle categorie preagonistiche riguardano giochi e/o attività con la palla, ovvero con un focus rivolto all’aspetto di costruzione, gestione del possesso e finalizzazione. Spesso manca totalmente l’attenzione alla fase difensiva, sia individuale che collettiva finché i ragazzi vengono catapultati nei Giovanissimi ed il mister inizia a richiedere loro di tenere la linea, fare il fuorigioco e scappare su palla scoperta, arrivando ad arrabbiarsi non poco se viene preso un gol “evitabile con un po’ di attenzione in più”.

Se per gli aspetti offensivi un ragazzo può capire più facilmente quanto gli viene detto, per comprendere le istruzioni tattiche difensive la questione diventa più complessa. Girando tra i campi, si sente spesso dire e dare ai ragazzi delle istruzioni complicate, astratte, indefinite: mi accorgo che capita anche a me, ci viene semplice vedere queste cose e riferirle al ragazzo, ma bisogna sempre ricordarsi che il nostro punto di vista e le nostre esperienze, sono completamente diverse rispetto a quelle del ragazzo in azione!

La propositiva filosofia di prediligere un gioco basato sul possesso e sull’essere offensivi, ha portato, in molti casi, a non curare più gli aspetti difensivi. Come detto in un precedente articolo, si sente spesso dire che non abbiamo più dei difensori all’altezza: senza una prolungata attenzione ai dettagli difensivi è impossibile che un ragazzo sviluppi un’adeguata competenza difensiva.

Riferendomi in particolare alla categoria Esordienti, ho notato che il gioco richiesto in fase di non possesso, nella maggior parte dei casi, è quello di continue e rapidi transizioni: quando perdo palla, devo cercare di recuperarla velocemente. Questa filosofia di pressione immediata porta inevitabilmente a perdere le distanze corrette tra i giocatori, a maggior ragione se poco esperti degli aspetti di tattica collettiva. Avendo a che fare ormai da alcuni anni con questa categoria, ho sviluppato l’idea che il miglior modo per allenare il “pensiero difensivo” possa essere quello di mostrare e di far vedere le situazioni che succedono in campo ai ragazzi, attraverso delle semplici e rudimentali video-analisi. Questa “tecnica” di allenamento ha diversi vantaggi, oltre che chiaramente qualche svantaggio:

Sfruttando le potenzialità del mondo tecnologico in cui viviamo, è rapido, intuitivo e contemporaneo al mondo dei ragazzi, inviare o mostrare loro uno spezzone di una ripresa video di una partita (meglio se la loro) per correggere o esaltare un comportamento corretto: tra il dire a parole e il vedere un’immagine, questa seconda modalità rimane molto più impressa nella mente

Non si “perde” tempo prezioso in campo, che può essere dedicato al lavoro con la palla, più divertente e più allenante. Infatti, a quell’età, bloccare i ragazzi e farli muovere con il joystick (stile 11 vs 0 per intenderci) è noioso e controproducente, abbassa l’intensità e fa perdere lo spirito di divertimento fondamentale per i ragazzi. Mostrare 5 minuti il video al singolo o al piccolo gruppo che arriva prima o che si ferma un attimo dopo l’allenamento, non inficia né sulle attività né sull’attenzione e la concentrazione del ragazzo.

Spesso quando parliamo di tattica, di movimento che potrebbero accadere in campo e di spostamenti immaginari, la mente e i discorsi di mister e giovani giocatori viaggiano su due linee parallele che non si incontrano mai: un video, così immediato e presente “piega leggermente e sempre di più” queste due linee fino a farle incontrare, rendendo più semplice trasmettere il principio.

Chiaramente per fare questo il mister deve sapere governare lo strumento tecnologico (ripresa, mini-montaggio, riproduzione), deve sapere vedere quello che sta cercando di insegnare, deve sapere comunicarlo con il giusto linguaggio (in base all’età e alla personalità di chi ha di fronte, mostrare meno l’errore e più il comportamento positivo o viceversa)

Nella seconda parte dell’articolo mostrerò alcuni frame ed esempi che ho utilizzato con la mia squadra.

Continua a leggere: Atteggiamento difensivo: proposte alternative – Pt.2

Andrea Rigatuso

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