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I Third Pass: come allenarli

Ecco 4 attività per lavorare in campo sul passaggio prima dell’assist

Il Third Pass, come spiegato in “Un particolare tipo di Key Pass: il Third Pass”, è il passaggio effettuato prima dell’assist. Questa giocata è stata per la prima volta messa in evidenza da Viscidi, Gagliardi e Scarpa (in collaborazione con Sics) nel tentativo di dare statisticamente un’importanza specifica ai passaggi osservati in una partita o in un’azione. Esso è considerato a tutti gli effetti un passaggio chiave (“I Passaggi Non Sono Tutti Uguali: I Key Pass”).

Il passaggio prima dell’assist può assumere un peso anche nel lavoro sul campo. Infatti, all’interno di esercitazioni sulle situazioni di rifinitura, l’allenatore può porre facilmente il focus su questa giocata, piuttosto che, come spesso avviene, sull’assist e sulla finalizzazione. Ovviamente per farlo, oltre ad adeguare la sua stessa focalizzazione, il mister dovrà adeguare anche la comunicazione, aumentando indicazioni, correzioni e rinforzi positivi sui passaggi effettuati prima di assist e gol.

Ma quali sono i vantaggi di focalizzarsi sul Third Pass?

Dal punto di vista della percezione tattica, valorizzare ciò che avviene prima dell’assist significa coinvolgere nell’azione decisiva di rifinitura 3 giocatori, e non solo 2. Infatti, oltre all’uomo-assist e al finalizzatore, verrà considerato anche un terzo uomo. Questo può aiutare i giocatori a percepire all’interno della situazione di gioco che porta alla finalizzazione un giocatore in più, con le relative molteplici soluzioni in più.

Inoltre, dai settori giovanili dilettantistici ai professionisti, spesso sentiamo parlare di giocatori che in fase di rifinitura “sbagliano la scelta”. Tra le infinite possibili scelte sbagliate, una delle più ricorrenti è la ricerca immediata dell’assist per un giocatore coperto o comunque molto difficile da raggiungere. Lo stesso giocatore, talvolta, potrebbe essere raggiunto molto più facilmente da un terzo giocatore.

In questo caso, il fattore temporale (più tempo per l’eventuale finalizzazione) e quantitativo (un passaggio in più) influiscono negativamente sulla percezione dell’efficacia. Abituare i giocatori a valorizzare massimamente l’efficacia della rifinitura, significa anche insegnargli che provare ad effettuare un assist con poche possibilità di riuscita è meno efficace di un passaggio che può portare ad un assist con più più probabilità di riuscita.

Ecco qualche esempio di esercitazione in tal senso.

Esercizio 1

6vs3. I giocatori sono vincolati negli spazi di partenza, tranne le sponde che possono smarcarsi a qualsiasi altezza. L’assist deve essere effettuato da una delle due sponde solo se riceve la palla nell’ampiezza offensiva.

Variante: appena la sponda riceve palla, il difendente nella zona centrale può arretrare per provare a intercettare (in questo modo si rende l’assist e la finalizzazione più rapida e realistica).

Esercizio 2

Partita a tema. L’assist deve obbligatoriamente arrivare da uno dei due quadrati laterali. L’uomo-assist non può condurre la palla nel quadrato, ma può ricevere la palla solo tramite il passaggio di un compagno (Third Pass).

Esercizio 3

Partita a tema. In questo caso si ricerca un passaggio prima dell’assist non più in ampiezza, ma in profondità. L’assist deve arrivare obbligatoriamente da una delle due sponde oltre la linea di fondo.

Variante: quando la palla giunge a una delle due sponde, l’altra sponda può entrare in campo attivamente.

Esercizio 4

Partita a tema. Il Third Pass deve attraversare necessariamente lo spazio centrale della linea di zona cieca, mentre il giocatore che lo riceve in cieca deve essersi smarcato in uno spazio laterale. Effettuato il passaggio, la finalizzazione deve avvenire entro pochi secondi ed è valida solo se un terzo giocatore si è inserito attivamente in zona cieca.

Variante: vincolare la traiettoria del Third Pass negli spazi laterali e lo smarcamento nello spazio centrale, oppure permettere entrambe le soluzioni.

Gianluca Raspatelli

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Foto: Romanews.

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