Seguici su

Hi, what are you looking for?

Total Football Italia

Spazio Mister

“Il bravo allenatore è quello che fa meno danni”: la sconfitta di un movimento

Quando le parole di un grande allenatore possono dare un messaggio sbagliato.

In un’intervista del 2016 rilasciata per il Corriere dello Sport a Walter Veltroni, l’allora allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, espresse la frase riportata nel titolo: “il bravo allenatore è quello che fa meno danni”. 

Successivamente, in due distinti diverbi su Sky con l’ex-calciatore di Serie A e ora opinionista, Daniele Adani, lo stesso Allegri ha prima dichiarato: “Avete presente il basket? Perché nel basket hai 3 secondi per pensare e allora dai la palla quello più bravo che tira. E nel calcio non fai lo stesso?” ed un anno dopo ha ribadito: “Fare l’allenatore non vuol dire fare gli schemi tattici, al giorno d’oggi stanno diventando tutti teorici”.

Queste dichiarazioni e altre simili, attribuite al tecnico ex Juve, hanno fatto il giro del web, incensate anche da molti allenatori dilettantistici, che hanno preso queste parole come esempio e linee guida del loro fare.

Personalmente reputo queste parole molto pericolose per il movimento calcistico italiano e sono sicuro che uno stimato tecnico come Massimiliano Allegri non possa davvero pensare tutto ciò. Leggo queste dichiarazioni più come una provocazione, un gesto di sfida, un contro-attacco a chi vedeva poca preparazione nel suo stile di gioco. Tuttavia, per un allenatore-lettore non troppo critico e un po’ distratto, queste parole posso risultare un pericolosissimo boomerang. Soprattutto un mister che allena i giovani calciatori, di qualsiasi livello e qualità, non può e non deve limitarsi a fare “meno danni”.

Allegri, tra le altre cose, si è dimostrato, ovunque abbia allenato, un fine tattico, al contrario di quello che afferma: il suo Cagliari aveva un gioco spumeggiante, con un possesso rapido e offensivo; al Milan ha cambiato molto, mantenendo una fase difensiva stabile, terzini in costante sovrapposizione, per portare via la marcatura alle fenomenali individualità di cui poteva disporre in attacco, equilibrando il tutto con un centrocampo muscolare, rinunciando ad esempio alle geometrie di Pirlo e preferendogli la consistenza di Van Bommel. Infine, alla Juventus è stato uno dei primi in Italia a varare la difesa a “3 e mezzo”, con l’impostazione a 3 e la fase difensiva a 4, e la posizione ibrida di Dybala.

Pensando a tutto questo, è impossibile pensare che le parole del tecnico livornese rispecchino il suo “credo”. Se, infatti, pensiamo al suo stile comunicativo, memori del suo frequente uso dell’ironia, anche in situazioni di stress, possiamo ritenere che le sue parole siano state un gesto di sfida verso la stampa che esalta il gioco di alcuni colleghi denigrando il suo.

Ecco perché queste parole rischiano di essere deleterie per allenatori dilettanti e di settore giovanile che ammirano e si ispirano ai grandi allenatori. Credere al detto “il bravo allenatore è quello che fa meno danni” è una sconfitta per tutto il movimento. L’allenatore infatti deve possedere molte competenze, ancor di più se è un allenatore di una squadra dilettantistica, con un gruppo variegato nella qualità tecniche, nel vissuto familiare e nelle esperienze quotidiane.

Come insegnano nei corsi federali, l’allenatore deve essere:

  • un animatore, che coinvolge i ragazzi nelle sue attività;
  • un educatore, che insegna il rispetto del vivere in gruppo;
  • uno psicologo, che sappia trarre il meglio da ogni ragazzo;
  • un organizzatore, che sappia gestire gli impegni, le rotazioni ed il proprio staff;
  • un tecnico, che sappia le basi tecnico-strategiche dello sport in cui allena;
  • ed infine un insegnante, che sappia trasferire conoscenze e competenze.

L’allenatore deve migliorare i propri ragazzi, accrescere le loro competenze, aiutarli a crescere come uomini nel miglior modo possibile, fornire conoscenze tecnico-tattiche…e tanto altro.

“L’allenatore bravo è quello che fa crescere di più i suoi giocatori”.

Andrea Rigatuso

Potrebbe interessarti anche: “I passaggi non sono tutti uguali: i key pass”.

Foto: calcio.fanpage.it

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero piacerti anche questi articoli

L'analisi

Per tutti gli amanti del calcio, ed in particolare del calcio inglese come me, 26 Dicembre significa Boxing Day, ovvero una giornata intera di...

Spazio Mister

Come porsi degli obiettivi può migliorare le nostre performance

Mission

Gli obiettivi della nuova piattaforma creata dal team di Total Football.

Intervista

Simone Vargiolu ci racconta cosa significa fare il preparatore dei portieri in un settore giovanile dilettantistico