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Il contromovimento: riflessioni ed esercizi

Alcune proposte su una categoria di smarcamento sempre più utile

Una tipologia di smarcamento che mi ha sempre appassionato per intuitività ed efficacia è quella dei contromovimenti. Il panorama tecnico negli ultimi tempi sta tornando, soprattutto nelle fasi di transizione, alle marcature a uomo, lasciando sempre più spesso i difendenti uno contro uno con gli attaccanti. Proprio per questo l’inganno portato dai contromovimenti sta diventando sempre più importante, in quanto può essere determinante nel ricevere palla già in una condizione di vantaggio.

Ci sono giocatori bravissimi nell’uno contro uno, così come ci sono giocatori che grazie al contromovimento per ricevere palla, l’hanno già vinto o addirittura non hanno bisogno di farlo.

Per definizione “il contromovimento è uno smarcamento eseguito per ingannare l’avversario (movimento d’inganno) e guadagnare spazio utile per ricevere la palla tramite un secondo smarcamento (movimento d’incontro)” (Andrissi e Bignami, 2014).

Nonostante il concetto di per sé sembri intuitivo (abbinare un movimento d’inganno a uno decisivo o d’incontro) e, se ci pensiamo bene, si tratta della stessa dinamica di finta e dribbling, molto spesso ho incontrato difficoltà nel settore giovanile a rendere del tutto effettivo l’assorbimento di questa dinamica ai ragazzi.

Riflettendo su questo problema e analizzando la programmazione svolta, mi sono reso conto che quasi tutte le situazioni e le partite a tema proposte, aventi come obiettivo (primario o secondario) lo smarcamento, prevedevano sempre lo sfruttamento di una superiorità numerica. Che fosse attraverso “jolly”, sponde o settori con numeri diversi di giocatori all’interno, la parità numerica e la conseguente marcatura diretta non era quasi mai stata proposta.

Di conseguenza lo smarcamento che avevo allenato riguardava quasi sempre l’occupazione della “zona luce” per ricevere palla, sfruttando il movimento dei compagni e gli spazi necessariamente creati dalla superiorità numerica, e mai l’elusione della marcatura diretta avversaria.

Proprio da questa riflessione ho iniziato ad aggiungere come obiettivo delle attività proposte sulle varie tipologie di smarcamento quello che forse è uno dei più intuitivi: riuscire a smarcarsi da un avversario che marca.

Partendo dal concetto generale di contromovimento, senza voler affrontare analiticamente tutti i vari abbinamenti (lungo-corto, corto-lungo etc.), ho iniziato a prevedere progressioni di lavoro che obbligassero necessariamente i miei giocatori a eludere la marcatura diretta di un avversario.

Esercizio 1

Il giocatore blu dentro al quadrato deve riuscire a ricevere palla dal compagno fuori e andare a far gol. Se l’avversario in marcatura lo anticipa o gli ruba palla e riesce a trasmettere al giocatore fuori, le parti si invertono.

Esercizio 2

All’interno del quadrato c’è un 1vs1, fuori ci sono 4 sponde “jolly”. Il mister dichiara chi tra blu e giallo inizia in possesso. Le regole per il mantenimento del possesso sono:

1. La sponda “jolly” è sempre obbligata a giocare dentro.

2. Se il marcatore ruba palla le parti si invertono.

3. Il giocatore dentro in possesso non può passare palla alla sponda da cui l’ha ricevuta.

Esercizio 3

Le regole sono uguali a quelle dell’Esercizio 2, solo che all’interno del quadrato vi è un 2vs2. In questo modo i giocatori che si devono smarcare devono stare attenti non solo al movimento che fanno loro stessi per eludere la marcatura, ma anche agli spazi in cui farli per non andare nella stessa posizione del compagno o dell’altro marcatore.

Esercizio 4

Il campo è diviso in 3 settori. Nei due settori laterali ci sono quattro giocatori “jolly” (due per settore), mentre nel settore centrale vi è un 3vs3. L’obiettivo è riuscire a far arrivare con dei passaggi la palla da un settore laterale all’altro, passando obbligatoriamente da quello centrale. Anche qui, se i marcatori rubano palla si invertono le parti.

Esercizio 5

Partita a coppie. In una semplice partita comporre in campo le coppie con relativa marcatura a uomo e duello. La superiorità numerica in fase di possesso verrà comunque creata dall’unico giocatore non direttamente accoppiato, ovvero il portiere, con gli altri che invece saranno costretti a muoversi per eludere la marcatura diretta.

Gianluca Raspatelli

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