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Il ruolo della mezzala: il centrocampo perfetto esiste? – Pt.2

Guida ai criteri di selezione del centrocampo secondo parametri tattici.

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Nel precedente articolo (Il ruolo della mezzala: il centrocampo perfetto esiste? Pt.1) abbiamo illustrato i criteri di selezione su base morfologica per il reparto di centrocampo. Avendo appurato che il centrocampo perfetto non esiste, ma che il fattore più importante è la coerenza tra le idee proposte dall’allenatore e le caratteristiche dei giocatori, abbiamo però anche sottolineato come le estremizzazioni difficilmente siano una soluzione efficace.

E allora, ripartendo dalla domanda finale della Pt.1, perchè nella storia del calcio ci sono stati reparti di centrocampo che sono riusciti a vincere anche se del tutto squilibrati dal punto di vista morfologico?

Da tifoso milanista il primo esempio che mi viene in mente è il centrocampo titolare del Milan che nelle due stagioni 2002/2003 e 2003/2004 riuscì a vincere Champions League, Scudetto e Coppa Italia.

Il reparto di centrocampo di quella squadra era formato da due mezzali brevitipi, Gennaro Gattuso e Clarence Seedorf, schierate ai lati di un vertice basso anch’esso brevitipo, Andrea Pirlo. Dunque 3 giocatori di altezza inferiore ai 180cm e con struttura morfologica chiaramente da brevitipi, per un centrocampo morfologicamente per nulla equilibrato nè tanto meno completo.

Ma, come anticipato, i criteri di selezione da tenere da conto sono molteplici e possono assumere una diversa importanza a seconda delle situazioni e del progetto tecnico. In questo caso, come spesso avviene, i parametri morfologici sono stati considerati meno importanti rispetto ad un altro criterio di selezione: le attitudini tattiche.

Le attitudini tattiche dei giocatori possono essere raggruppate in 3 categorie (Manuale per l’osservatore calcistico, Marco Zunino, 2015):

  • Attitudine di regia
  • Attitudine di attacco
  • Attitudine di difesa

L’attitudine di regia riguarda principalmente tutti i passaggi effettuati da un giocatore dalla propria area fino alla trequarti avversaria. Ovviamente, oltre al numero di passaggi, andranno valutati anche i passaggi chiave (Key Pass) e le relative zone di campo.

L’attitudine di attacco riguarda tutte le azioni che un giocatore svolge oltre la metà campo, dalla trequarti all’area avversaria. Esse possono essere con la palla (ad esempio il tiro in porta) e senza palla (ad esempio lo smarcamento). L’attitudine di attacco comprende sia le azioni di rifinitura sia di finalizzazione.

Infine, l’attitudine di difesa riguarda tutte le azioni che un giocatore svolge quando la squadra è in fase di non possesso. Esse possono essere effettuate in tutto il campo e da tutti i giocatori, compresi gli attaccanti (ad esempio la pressione).

In tutti i giocatori si possono osservare e valutare tutte e tre le attitudine, ma esse non saranno mai presenti in maniera uguale nello stesso giocatore. Ci saranno giocatori più o meno specializzati o completi, ma ci sarà sempre un’attitudine prevalente sulle altre due, e uno delle altre due prevalente sulla terza.

Per tornare all’esempio fatto prima, nel centrocampo formato dalle due mezzali Gattuso e Seedorf e dal vertice basso Pirlo, sono presenti solo giocatori con struttura morfologica molto simile e, dunque, totalmente squilibrata.

In compenso, dal punto di vista dell’attitudine tattica, si tratta di un centrocampo quasi perfettamente complementare. Infatti il vertice basso ha una spiccatissima attitudine di regia, mentre le due mezzali hanno una un’attitudine prettamente di difesa (Gattuso), l’altra, anche se più completa, prevalentemente un’attitudine di attacco.

In conclusione, i criteri di selezione di un centrocampo a 3 con due mezzali e un vertice basso possono essere molteplici e anche legati tra loro, così come sono molteplici le scelte che possono portare alla vittoria. La cosa fondamentale, quando si compone un centrocampo o si cerca un giocatore per completare il reparto, è porsi la domanda giusta. Cercare il centrocampo/centrocampista perfetto non ha senso, perchè esso non esiste. Ciò che esiste è il centrocampo/centrocampista più funzionale alle idee dell’allenatore/complementare ai compagni di reparto.

E allora, quali parametri è meglio considerare? Come detto, le vie che possono portare alla vittoria sono molteplici: più parametri vengono considerati, più la scelta ha probabilità di essere efficiente.

Gianluca Raspatelli

Potrebbe interessarti anche: “Il ruolo della mezzala: le caratteristiche in zona difensiva”.

Foto: fantacalcio.it

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