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Il ruolo della mezzala: le caratteristiche in zona offensiva

Dopo aver introdotto le caratteristiche generali della mezzala, in questo articolo, mi soffermerò in particolare sui diversi comportamenti in zona di rifinitura, chiaramente dipendenti in base alle richieste tattiche collettive dell’allenatore. Vedremo dunque alcune caratteristiche che sono richieste ad una mezzala quando si trova in zona offensiva.

Come si è detto, la mezzala è un centrocampista con capacità di corsa perché deve essere in grado di garantire copertura alla difesa e apporto alla fase offensiva. Sia in fase di possesso che in fase di non possesso, la mezzala deve saper leggere le traiettorie di passaggio. A seconda della tattica scelta dal mister, soprattutto per quanto riguarda la costruzione, andrà a fare determinati smarcamenti, in ampiezza o profondità, che lo porteranno a ricevere il pallone: in questo caso è fondamentale saper posizionare bene il corpo (orientamento) per guadagnare un tempo di gioco e impostare, costruire o rifinire l’azione (visione di gioco). Infine, vista l’attuale tendenza a giocarsi tutti uno contro uno soprattutto nella zona centrale del campo, la mezzala deve essere forte nei duelli: bravo nel dribbling, arcigno nei contrasti, coraggioso nei duelli aerei.

La mezzala agisce in un centrocampo a 3 e in base alle sue caratteristiche e a quelle dei suoi compagni di reparto avrà compiti differenti. Infatti, ad esempio, se il terzo giocatore del centrocampo a 3, il centrale, è un regista (ovvero un giocatore con visione di gioco e capacità di dettare i tempi di gioco) la mezzala avrà verosimilmente più compiti di copertura e inserimento. Se, al contrario, il centrale è più un giocatore di posizionamento e rottura, allora la mezzala avrà probabilmente più compiti di impostazione e responsabilità nel far partire l’azione.

In fase di possesso palla in zona offensiva, la mezzala, in genere, ha compiti di inserimento o gestione, differenti in base allo schieramento tattico e alle richieste di ogni singolo allenatore. In linea di massima, nelle squadre che ricercano un possesso palla prolungato e una superiorità numerica posizionale all’interno della metà campo avversaria, la mezzala si posiziona negli half spaces in zona di rifinitura, una zona nevralgica del campo da dove può essere il motore pensante della squadra: accelerare la giocata per cercare la rifinitura se riesce a ricevere fronte alla porta o continuare a gestire il possesso con passaggi appoggiati se pressato o non orientato correttamente. In squadre, invece, che praticano un calcio più diretto e fatto di meno possesso palla, la mezzala ha più compiti di inserimento dalla zona di rifinitura in quella di finalizzazione, spesso di più sul lato debole, con quegli inserimenti “a fari spenti” che cercano di prendere di sorpresa la linea difensiva avversaria. Un ulteriore movimento, in queste zone, richiesto alle mezzali è quello di uno smarcamento in ampiezza, semplice o attraverso un interscambio con l’esterno. Infatti, lo smarcamento “fuori” della mezzala può avere una doppia finalità: ricevere una palla in una zona meno “sorvegliata” ed avere quindi più tempo e spazio per scegliere una giocata (traversone, rientro per puntare, premiare una sovrapposizione…) oppure liberare uno spazio per l’attacco e la ricezione palla di un compagno (interscambio con l’esterno che viene dentro al campo).

Esercizio 1

Superiorità posizionale tramite occupazione di half spaces. All’interno del campo giocano play (M) e mezzali (CC) mentre all’esterno si piazzano due esterni, uno a destra (ED) e uno a sinistra (ES), uno o due difensori centrali (DC) e una o due punte (AT). Tre avversari provano il recupero palla. I giocatori blu all’interno devono riuscire a toccare la palla un determinato numero di volte prima di cercare un’imbucata per l’attaccante o per il taglio dentro dell’esterno.

Variare lo spazio e la densità (numero di avversari) in base alle capacità dei giocatori.

Esercizio 2

Inserimento “a fari spenti” della mezzala sul lato debole. Il setting e le regole di possesso rimangono le stesse dell’attività precedente, ma questa volta non si ricerca più una conclusione tramite attacco della profondità bensì uno sviluppo in ampiezza per mandare l’esterno al cross. La prima punta attacca il primo palo, mentre il secondo palo viene attaccato dalla mezzala opposta che si inserisce. A rimorchio l’esterno opposto.

Andrea Rigatuso

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Foto: Medium

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