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La scelta del primo uomo

Spesso nelle discussioni calcistiche sia in televisione che al bar, sia sui giornali che nel web, sento parlare del terzo uomo, identificandolo come il terzo giocatore chiamato in causa nello sviluppo di una particolare situazione. La deduzione logica di questi discorsi è che, oltre al terzo uomo, nella lettura di una situazione si possano individuare anche il primo uomo ed il secondo uomo.

Ma allora perché si parla principalmente del terzo uomo?

È giusto ragionare solo ed esclusivamente in funzione dei suoi smarcamenti e di conseguenza focalizzare interi cicli di allenamento esclusivamente su questo tema?

Per trovare risposte adeguate dobbiamo procedere per gradi ed identificare i protagonisti di ogni azione.

Il primo uomo

Il primo uomo è il giocatore che in quel momento è in grado di decidere le sorti dell’azione. È l’ago della bilancia e, sia dal punto di vista del Mister che dei giocatori stessi, è quello più pericoloso poiché in possesso del pallone.

Possibilità di scelta del primo uomo

Per non entrare troppo nel dettaglio tralasciamo la zona del campo in cui ci troviamo ed analizziamo la situazione di gioco in maniera più astratta:

  • il primo uomo si troverà in una situazione di 1°+n>m*
  • potrà trovarsi orientato in avanti oppure indietro
  • in situazione di palla coperta o scoperta

Dal combinarsi di queste varianti si delineerà quindi la situazione in cui, in quel preciso istante, si trova il giocatore (es. 1°+1>1, orientato indietro, in situazione di palla coperta).

Le alternative che genericamente avrà a disposizione saranno dunque riassumibili in due macro-gruppi:

  1. duellare col diretto avversario, quindi tutte le possibili situazioni di 1>1;
  2. giocare palla ad un compagno, quindi tutte le possibili combinazioni con un compagno contro uno o più avversari (2>m).

* n = numero di compagni di squadra direttamente coinvolti; m = numero di avversari direttamente coinvolti.

Verifica delle abilità del primo uomo

Per verificare se il nostro giocatore è in grado prendere la giusta decisione, in base alla situazione di gioco in cui si trova, occorre calarlo in una realtà che preveda sia la possibilità di duello che quella di passaggio ad un compagno.

Per allenare e testare la capacità decisionale di ogni giocatore ho ideato l’esercizio proposto in fig. 1 con un setting orientato, nel quale il nostro giocatore ha solo una porta in cui segnare e che prevede la presenza di 1 attaccante, 1 difendente e 4 sponde poste fuori dallo spazio. Il suo obiettivo è fare GOL nel minor tempo possibile. Tale struttura sintetizza le principali alternative che ogni giocatore avrà durante la partita.

Osservando lo sviluppo delle varie azioni l’allenatore potrà quindi fare le proprie valutazioni sul giocatore posto dentro lo spazio.

In questo schema il primo uomo deve ricavare informazioni da tutto ciò che lo circonda per fare la scelta giusta in funzione del suo obiettivo: il gol.

Marco Manzoli

Potrebbe interessarti anche: “La scelta del secondo uomo”.

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