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Lo smarcamento: al di là di “giusto” e “sbagliato”

L’importanza dello smarcamento nel calcio

“La stragrande maggioranza delle cose che un giocatore fa, la fa senza palla (in media un giocatore tocca palla per 1% del tempo che trascorre in campo)” (C. Anderson e D. Sally 2016).

Partendo da questa affermazione, se consideriamo che senza dubbio in quell’1% di tempo in cui un giocatore ha la palla è racchiusa la vera essenza del calcio, appare altrettanto evidente che gran parte di ciò che avviene durante la fase di possesso dipende da come i giocatori senza palla si smarcano. Non a caso una parte preponderante dell’allenamento, soprattutto in agonistica, riguarda lo smarcamento.

Molto spesso, però, a differenza delle attività di tecnica di base e dominio, nelle esercitazioni sullo smarcamento i focus e le correzioni tendono a essere generiche o incentrate solo sulla dinamica collettiva in cui lo smarcamento è inserito. Invece anche lo smarcamento ha bisogno di feedback puntuali e dettagliati, che vadano oltre ai generici “giusto” o “sbagliato” e arrivino al dettaglio da elogiare o correggere.

Quando un giocatore commette un errore nello smarcamento, serve a poco dirgli che ha sbagliato. Gli sarebbe, invece, utilissimo avere delucidazioni dettagliate su quale sia l’errore che commette. Il tempo? Lo spazio? Lo stile di corsa?

Solo in questo modo potrà focalizzarsi sul dettaglio sottolineato dall’allenatore per perfezionarlo. Ma per fare questo, il primo ad avere le idee chiare deve essere proprio l’allenatore.

Innanzitutto bisogna avere chiaro, non solo intuitivamente, cos’è lo smarcamento: “lo smarcamento è il principio di tattica individuale in fase di possesso palla che definisce la capacità di un elemento di eludere la marcatura avversaria in spazi là dove il possessore lo può servire o considerare come soluzione” (Arrigoni e Bonaccorso, 2008).

Nonostante le tante tipologie di smarcamento, possiamo analizzare il principio dello smarcamento attraverso le condizioni generalissime che i parametri devono avere affinché uno smarcamento sia efficace. I parametri presi in analisi sono quelli evidenziati da Massimo De Paoli, ovvero Spazio, Tempo, Percettivo, Motorio, Tattico, Tecnico, Strategico.

Per un allenatore è importante osservare tutti i fattori che compongono lo smarcamento, in modo da evitare le già citate correzioni generali che spesso sentiamo sul campo, come “Ti sei mosso male!” o “Devi andare di là, non di là!”, e riconoscere quale o quali parametri risultano insufficienti per intervenire nel dettaglio.

Spazio

Lo smarcamento deve essere effettuato in uno spazio in cui il possessore possa vedere e passare la palla (zona luce).

Tempo

Lo smarcamento deve essere effettuato quando il compagno in possesso è in possibilità di passare la palla.

In generale, e in particolare nel principio dello smarcamento, spazio e tempo sono strettamente correlate tra loro. Uno smarcamento effettuato con un tempo corretto ma in uno spazio errato difficilmente metterà il giocatore in condizione di ricevere palla. Stessa cosa per uno smarcamento effettuato correttamente in zona luce, ma prima o dopo che il compagno sia in condizione di passare la palla.

Percettivo

A determinare lo smarcamento di un giocatore sono tre fattori percettivi: la posizione della palla, la disposizione dei compagni di squadra, la disposizione degli avversari. Solo riuscendo a percepire in modo rapido e corretto questi 3 fattori, un giocatore riuscirà a scegliere lo spazio e il tempo più efficaci per lo smarcamento.

Motorio

A seconda dello smarcamento, il giocatore può scegliere diversi stili di corsa e diverse posture per renderlo più efficace. In generale possiamo dire che lo smarcamento deve essere effettuato sempre con una corsa in diagonale, in modo da ricevere la palla in protezione e da avere una buona visione periferica dopo la ricezione.

Tattico

Lo smarcamento, per definizione, è un principio di tattica individuale, ma allo stesso tempo per essere efficace deve essere inserito nelle dinamiche collettive della squadra, a seconda delle situazioni di gioco.

Tecnico

Trattandosi per definizione di un movimento senza la palla, il parametro tecnico non è di primaria importanza nello smarcamento. Ciò non toglie che la qualità dello smarcamento in tutti i suoi fattori determini necessariamente la facilità e l’efficacia del gesto tecnico immediatamente successivo (ad esempio la ricezione).

Strategico

E’ necessario distinguere tra le strategie che un giocatore può scegliere per lo smarcamento e le strategie del passaggio per raggiungere un giocatore che si è smarcato. Infatti, per ovvie ragioni, lo smarcamento può essere effettuato ad attraversare o aggirare un determinato spazio. Ma lo smarcamento scelto, a sua volta, determinerà la strategia del passaggio, che potrà essere ad attraversare, aggirare o scavalcare.

Tipologie di smarcamento

Smarcamento sul corto: movimento in avvicinamento al portatore di palla.

Smarcamento sul lungo: movimento in allontanamento dal portatore di palla.

Smarcamento in ampiezza: movimento effettuato da un settore più centrale a un settore più esterno del campo

Smarcamento dentro: movimento effettuato da un settore più esterno a un settore più centrale del campo.

Smarcamento a sostegno: movimento effettuato in un settore più arretrato rispetto quello di partenza.

Gli smarcamenti sono tutti riconducibili a questi appena elencati, ma possono diventare movimenti caratteristici a seconda della situazione di gioco e dell’inserimento dello smarcamento in una determinata dinamica collettiva.

Ad esempio, la sovrapposizione può essere a seconda della situazione uno smarcamento sul lungo o in ampiezza, ma diventa uno smarcamento a sè in quanto inserito in una dinamica non più individuale, bensì collettiva.

In conclusione, come per tutti obiettivi tecnici e tattici che prevedono il possesso della palla da parte del protagonista (il giocatore), è fondamentale conoscere i parametri generali, saper destrutturare, analizzare e correggere anche l’unità essenziale della tattica collettiva, pur essendo essa senza la palla tra i piedi: lo smarcamento.

Gianluca Raspatelli

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