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Umberto Scalese: allenare i portieri in agonistica

L’intervista al talentuoso preparatore dei portieri Umberto Scalese.

Ciao Umberto, da quanto tempo svolgi il ruolo di preparatore dei portieri? 

Sono preparatore dei portieri dell’agonistica da 2 anni, dopo aver concluso una carriera calcistica durata fino ai 23 anni. Ho giocato nelle giovanili a Sanremo (Allievi Nazionali), Benevento (Allievi Nazionali) e Napoli (Primavera per 2 anni). Poi Serie D tra Rimini, Akragas, Francavilla e infine Eccellenza e Promozione in Basilicata.

Nella tua programmazione annuale, che obiettivi tecnici ti poni per i portieri delle varie categorie dell’agonistica? C’è differenza tra un portiere dei Giovanissimi e uno della Juniores?

Certo, gli obiettivi che mi pongo variano a seconda delle categorie. Ad esempio, per un portiere di categoria Giovanissimi i principali obiettivi tecnici riguardano la posizione e la postura prima di un intervento e successivamente la corretta tecnica di presa, perciò la posizione delle mani. Poi si analizzano le diverse tipologie di presa (addome, rasoterra, aerea) abbinate sempre al corretto movimento delle gambe (corsa incrociata e spinta). Infine un particolare focus sull’andare a terra e rialzarsi nel modo migliore.

Per un portiere Juniores, invece, essendo presumibilmente un portiere con già diversi anni di allenamento tecnico alle spalle, ci si focalizza principalmente sul piano fisico, sul ripasso di quanto fatto e, soprattutto, sul miglioramento di lacune che magari gli sono rimaste nel corso degli anni di apprendimento.

Oltre al miglioramento dell’aspetto tecnico, cerco di lavorare a livello psicologico sulla maturità, sull’impegno, sull’attenzione e soprattutto sulla responsabilità che richiede questo ruolo. Mi focalizzo molto sulla capacità, dopo un errore, di guardare avanti e archiviare l’accaduto. Un portiere deve essere consapevole che per diventare grande ha bisogno di equilibrio sia nella vita privata sia in quella calcistica.

Da un portiere Juniores mi aspetto di trovare già in parte le caratteristiche che ho elencato sopra e di prepararlo al “calcio dei grandi”, dove l’intensità è diversa e gli errori si pagano più cari.

E obiettivi fisici?

Ovviamente anche questi variano tra le categorie. I più giovani lavoreranno di più su coordinazione e velocità. Invece coi più grandi mi focalizzo di più su forza esplosiva e reattività.

Nel mondo del calcio la figura del portiere è cambiata molto negli ultimi decenni. Questo cambiamento in che modo influenza il tuo lavoro sui portieri in agonistica?

Più che influenzare il mio lavoro, mi spinge a focalizzarmi su cose su cui prima ci si focalizzava meno. Sono solo sfumature che si aggiungono.

Rispetto a prima c’è un lavoro più mirato coi piedi, infatti è una cosa che i miei portieri sanno: ormai siamo come giocatori di movimento. Facciamo esercizi sugli appoggi dietro, sulle parole chiave “uomo/solo” da dire al compagno dopo il passaggio e soprattutto lavoriamo sul piede più debole. Ho visto molti miglioramenti.

Oltre all’utilizzo dei piedi ci si muove di più con la squadra. I portieri devono sempre essere alti e stare attenti alle imbucate. Devono leggere i tempi.

E per ultima cosa, sto introducendo la croce iberica, una tecnica molto interessante per chiudere lo specchio: se fatta correttamente in alcune circostanze può essere d’aiuto. 

Ci fai un esempio di lavoro che ora proponi con frequenza e magari 10 anni fa avresti proposto di rado addirittura non avresti proposto?

Come detto, la principale cosa che mi viene in mente è il lavoro coi piedi. Prima non ci si dava molto peso e magari non era così mirato, ora lo reputo fondamentale.

In che modo programmi la settimana di lavoro? E il lavoro sul lungo periodo?

Programmo settimanalmente per Juniores e Prima Squadra. Lunedì forza con ostacoli e altre varianti, sempre accompagnata da una parata finale, il mercoledì uno tra tecnica, uscite alte e reattività.

Coi più giovani il lunedì spesso prima di iniziare parliamo dei portieri di Serie A, a volte vediamo video e ho piacere di ascoltarli e sentire cosa avrebbero fatto loro. Poi iniziamo col riscaldamento tutti insieme, seguito da esercizi per la coordinazione e la tecnica tra prese al viso, all’addome, rasoterra, prese alte e parate rasoterra, con rimbalzo, mezza altezza etc. Il mercoledì tecnica accompagnata da parate, simulando azioni. Sul lungo periodo miro ad aumentare l’intensità e la qualità di svolgimento degli esercizi.

Ci fai un esempio della tua seduta di allenamento?

  • Pre-attivazione tecnica (anche semplicemente un “torello”)
  • Attivazione a secco
  • Prese al viso
  • Prese all’addome
  • Prese rasoterra
  • Tuffo laterale e parata (stesso numero a sinistra e a destra, per lavorare anche sul lato debole)

Quanto è importante per un preparatore dei portieri aggiornarsi?

Per un preparatore è importantissimo aggiornarsi, dato che, come detto, il ruolo è in continua evoluzione.

Gianluca Raspatelli

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